Il blog della classe 4 A
Il blog della classe quarta A della scuola primaria di Roma I.C. Piazza Winckelmann
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mercoledì 14 aprile 2021
venerdì 5 marzo 2021
La vasca - Alex Britti (verbi riflessivi)
Ascolta la canzone e completa le parti mancanti con i verbi riflessivi
martedì 2 febbraio 2021
La matita sanguigna: cos'è e come si utilizza
La matita sanguigna deve il suo nome al tipico colore rosso un po’ opacizzato ma allo stesso tempo molto denso che lascia sul foglio.
La matita sanguigna si è imposta nel mondo dell’arte fin dal Rinascimento, in virtù del grande impatto che questo peculiare strumento da disegno può donare ai ritratti o ai paesaggi.
Basti pensare a quel famosissimo piccolo autoritratto di Leonardo da Vinci – eseguito per l’appunto con la sanguigna – e a come quell’opera ha saputo cambiare per sempre il significato stesso di quel genere artistico. Come scrisse lo stesso Leonardo nel ‘Trattato della Pittura’, «farai le figure in tale atto, il quale sia sufficiente a dimostrare quello che la figura ha nell’animo; altrimenti la tua arte non sarà laudabile».
Dipingere senza mostrare l’anima del soggetto, dunque, è praticamente inutile, e la sanguigna ci permette di raggiungere quel traguardo. Per capirlo basta soffermare lo sguardo proprio su quell’autoritratto dell’ormai anziano Leonardo: ci mostra un uomo canuto, parzialmente calvo, con dei lunghi capelli che fanno tutt’uno con la fluente barba. Il suo sguardo è accigliato, serio, un po’ imbronciato, e a fagli di contorno ci sono i segni del tempo: le rughe circondano e assediano gli occhi, pensosi. Il chiaroscuro, lo sguardo fisso verso destra, la posizione delle labbra, l’espressione, tutto ci racconta l’anima dell’artista. Se il mondo dell’arte fosse fatto di classifiche, quell’autoritratto di Leonardo sarebbe senz’altro il record, il primato al quale tutti gli artisti che scelgono la matita a sanguigna dovrebbero guardare.
Come si disegna con la sanguigna?
Il segno lasciato dalla sanguigna varia in base alla pressione esercitata sul foglio e in base all’inclinazione con cui si tiene la matita. Con lo stesso strumento, dunque, si possono ottenere decise e sottili righe rossastre come leggere velature di diverse gradazioni. Grazie a questa grande versatilità è possibile ottenere opere estremamente complesse pur utilizzando dall’inizio alla fine un solo strumento, e dunque un solo colore.
Per sfumare la matita sanguigna si possono utilizzare le proprie dita, lo sfumino o dei pezzi di cotone: molti disegnatori, per esempio, sfumano la sanguigna con dei dischetti in cotone per la struccatura, ottenendo degli effetti piuttosto originali.
Per cancellare dei segni di troppo, infine, il mezzo migliore è costituito dalla gomma pane, capace di trattenere il pigmento senza il rischio di macchiare il foglio.
